Per fare un tavolo ci vuole il legno

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La cantò Sergio Endrigo, ma a scrivere una delle canzoni più avveniristiche dei primi anni 70, Ci vuole un fiore, fu l’indimenticabile Gianni Rodari.

In netto anticipo sui tempi e con una semplicità disarmante, Rodari, spiegando l’appartenenza di qualsiasi cosa a un unico ambiente, il pianeta Terra, fece uno straordinario esempio di economia circolare, partendo da oggetti semplici, come un tavolo, che è fatto di legno, che a sua volta deriva da un albero e così via.

Ed ecco che nella scuola del futuro, proiettata alla Wooden Education, un metodo didattico che si basa sull’importanza degli spazi aperti e dell’impiego di materiali naturali per la costruzione delle aule, ritroviamo un po’ di quella canzone che oggi assume un significato ancora più profondo.

Il legno quale complemento di arredo non solo è deputato a stimolare l’apprendimento, a favorire la serenità, a insegnare il corretto approccio con la Natura, a innescare delle risposte fisiologiche del tutto simili a quelle rilasciate dagli alberi in fiore, ma consente di aumentare la consapevolezza di un necessario futuro sostenibile.

L’obiettivo ultimo è infatti quello di promuovere la nascita di un atteggiamento green nelle nuove generazioni, come dimostrato da una ricerca pubblicata su BBC News nella quale è emerso che il 54% dei bambini tra i 6 e i 10 anni ha migliorato notevolmente il proprio rapporto con la natura.

I dati che provengono dai Paesi dove la Wooden Education è già una realtà indicano che questa è una delle migliori forme di apprendimento da impiegare sia all’interno delle scuole che negli spazi aperti (quando è possibile).

In Italia il Baby e Junior College di Monza insieme a Orto Urbano hanno già iniziato a proporre ai più piccoli il metodo di insegnamento, con tavoli e panche realizzate con pallet in legno e percorsi didattici da tenere a contatto con la natura: il loro caso rappresenta oggi uno dei successi della Wooden Education nel nostro Paese.

Il metodo che mette al centro la natura sfruttando le peculiarità del legno, è già ampiamente applicato in Danimarca e in Inghilterra, dove sorgono e sorgeranno istituti costruiti interamente con questo nobile materiale e coerenti con l’obiettivo finale di ridurre al minimo le emissioni di CO2.

Aveva quindi ragione Gianni Rodari, che le cose di ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare ed ascoltare. Per fare un tavolo ci vuole il legno… per fare tutto ci vuole un fiore.