Un armadio pieno di sorprese

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Stop agli sprechi nella moda: dai consumatori alle grandi firme, l’attenzione è sempre di più focalizzata su un concetto di fashion sostenibile.

E conciliare i cambiamenti dei diktat dello stile, oggi sempre più veloci, alla necessità di evitare gli sprechi, è possibile grazie a start up che puntano sul recupero dei vestiti e degli accessori usati, per trasformarli in altro.

La vita media di un capo di abbigliamento è oggi di appena 2 anni e l’87% di essi finisce, bene che vada, in discarica, dove l’80% include fibre sintetiche che impiegano più di 200 anni a decomporsi, o negli inceneritori, contribuendo all’inquinamento atmosferico.

In prospettiva di un Europa a zero emissioni e zero rifiuti, e considerando che l’Italia è prima nella classifica dello spreco nell’abbigliamento, con oltre 466 tonnellate l’anno di rifiuti tessili, non è più possibile procrastinare interventi mirati ed efficaci.

Realtà come la Kleiderly, start up tedesca nominata da Forbes tra i 30Under30, si occupa di dare una nuova vita a tutti quei capi di abbigliamento che diversamente finirebbero in discarica o nell’inceneritore, trasformandoli in prodotti destinati a durare e, spesso, che sostituiscono la tanto temuta plastica; camicette che diventano occhiali è il primo importante obiettivo raggiunto, con la realizzazione addirittura di un’intera collezione affidata a un’azienda a conduzione familiare del centro Italia specializzata nell’eyewear, ma l’idea è quella di aumentare i numeri relativi alle tonnellate di rifiuti tessili recuperati, con la produzione di altri oggetti oltre che di occhiali.

A Vicenza si trova invece Better Silver, che ha puntato su un altro settore affine a quello dell’abbigliamento, ovvero ai bijoux in argento.

Partendo dal presupposto che oggi l’argento è materiale circolare per definizione, perché può essere riutilizzato all’infinito senza mai diventare scarto, e che si trova in numerosi ambiti, dall’automotive alla telefonia, e considerando che per fare ad esempio una collanina si scava per circa una tonnellata di materiale, la Better Silver ha pensato di recuperare da smartphone, computer e televisioni tutto l’argento possibile, in modo da destinarlo alla realizzazione di oggetti destinati a restare.

Paolo Bray, fondatore e direttore della World Sustaibnability Organization, ha presentato a maggio una nuova certificazione ideata per cambiare il settore del fashion, Friend of the Earth, che ha per obiettivo quella di stimolare il riciclo delle materie prime per incoraggiare una moda sempre più circolare: le materie di origine vegetale o animale devono provenire per almeno il 50% dal riciclo e conformi a protocolli di sostenibilità in agricoltura e allevamento, quelle sintetiche per il 100% da riciclo e ottenute senza prodotti chimici dannosi.

Gli scarti devono essere recuperati e perfino i lavoratori devono essere inquadrati in un protocollo di trattamento equo e sostenibile.

Ormai chi inquina è out, ma anche, diciamolo, fuori moda.

«L’eleganza non è farsi notare, ma farsi ricordare»


Giorgio Armani