L’architettura upcycled: creazioni non replicabili

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Pare che i risultati abbiano sorpreso committenti e curiosi, in epoca dove anche in architettura lo stile è fondamentale: ma i nuovi trend shabby chic e industrial bene si sposano con le nuove soluzioni di upcycling adottate per la realizzazione di case e arredamento a bassissimo impatto ambientale.

Reinterpretare e riciclare i rifiuti urbani che diversamente andrebbero letteralmente a intasare il già oberato sistema di smaltimento, ha una duplice valenza: non solo l’impatto sul pianeta si riduce, ma anche il benessere quotidiano delle persone ne guadagna.

Pallet, vecchi recinti di legno, lamiere, rimorchi, finestre, tutto può essere impiegato per realizzare strutture, gazebo, case estive o graziosi ricoveri per gli attrezzi, fino ad arrivare ad abitazioni vere e proprie, come il caso ad esempio della McGee Salvage House a San Francisco, abitazione rivestita con elementi di recupero provenienti da autovetture, ottenuti tagliando più di cento tetti di auto abbandonate in un deposito di autodemolizioni, o della 747 Wing House a Malibu, California, per la cui copertura sono state impiegati nientemeno che ali e componenti di un Boeing 747.

Designer molto famosi hanno pensato di realizzare cucine con cartelli stradali in alluminio recuperati, pareti ventilate con lamiere ondulate bonificate, tramezzi colorati con bottiglie di vetro (e a tal proposito forse molti non sanno che la Heineken negli anni 60 sperimentò bottiglie di birra a sezione quadrata per essere impiegate, una volta svuotate, come mattoni), gazebo per giardini assemblando contenitori del latte, sperimentati per lo più in Paesi in via di sviluppo, dove i laterizi scarseggiano.

I materiali anche in architettura si rigenerano, cambiano la loro identità e spesso il loro significato, pur senza sapere inizialmente il punto di arrivo: e in questo percorso l’uomo si cimenta applicando processi tecnologici inediti, guardando al rifiuto come a una risorsa.

Il riciclaggio in edilizia è prima di tutto un problema culturale (come in altri campi, del resto), abituati come siamo a usare e gettare ciò che non serve più; l’intera filiera in Italia sta cercando di risolvere il problema a monte, e quindi già in fase progettuale.

Un rifiuto in architettura non è forse un errore di progettazione?

E quell’errore può essere trasformato in qualcosa di originale, assolutamente non replicabile, vantaggioso per ambiente e pianeta: involucri abitativi, strutture e oggetti di arredamento.

«L’architettura è la volontà dell’epoca tradotta nello spazio»


Ludwig Mies Van der Rohe